venerdì 10 febbraio 2012

Esercizio per i miei alunni ... ma non solo.

Nella classe seconda media ho iniziato durante le lezioni di Arte e Immagine ad insegnare a dipingere ad acquerello. 
Ho proposto un esercizio, che è inserito nel mio manuale, dove il disegno si compone di poche semplici linee in modo da dedicare, il poco tempo che abbiamo (solo due ore alla settimana), ad imparare a stendere il colore con la tecnica "bagnato su asciutto". (Vedere post appositamente dedicato)

L'aula è dotata di un videoproiettore che posso collegare al mio computer portatile: utilizzando la webcam cerco, dipingendo insieme a loro, di far vedere, pennellata dopo pennellata, come bisogna agire.

Le immagini che seguono vengono inserite soprattutto per loro, in modo da poter provare ad eseguire a casa il dipinto proposto a lezione seguendo le indicazioni viste in classe.

Disegno a matita


Dipinto finito

Naturalmente questo piccolo e semplice dipinto può diventare un esercizio per tutti coloro che seguono il mio blog. 

Buoni acquerelli a tutti e un saluto speciale ai miei alunni!
Roberto


lunedì 2 gennaio 2012

Il paesaggio: la prospettiva aerea


Il paesaggio è una delle manifestazioni più alte e caratterizzanti del modo di vedere e di accostarsi alla natura. Il primo Maestro del passato che ci dice come dipingere il paesaggio è Cennino Cennini che nel suo scritto “Colorire una montagna” ci dice: << Digrada i colori… e quando hai da fare le montagne, che paiano più lungi, più fa’ scuri i tuo’ colori; e quando le fai dimostrare più appresso, fa’ i colori più chiari >>. In quel scurire gli oggetti lontani, Cennini vuol indicare la necessità di smorzare i toni: questo è il primo tentativo di prospettiva aerea, cioè di rappresentare la profondità attraverso il colore. Ma il primo vero teorico ed artista della rappresentazione del paesaggio fu Leonardo da Vinci che nel suo Trattato che al capo CXXXIV parla “Della diminuzione de’ colori in lunga distanza”.

Queste sono le regole che i Maestri ci hanno insegnato e che J. M. Parramón, nel suo libro “Saper dipingere” (Hoepli editore) sintetizza così:
  1. Marcato contrasto del primo piano in relazione ai secondi piani.
  2. Decolorazione e tendenza all’azzurro tanto maggiore quanto più distanti sono i piani.
  3. Marcata nitidezza del primo piano in relazione ai secondi piani.
Vi propongo un esercizio ad acquerello dove potete mettere in pratica la teoria della Prospettiva aerea sopra descritta.

Con la matita eseguite questo semplice disegno tratto dal mio Manuale: con tratto leggero disegnate i vari piani di questo paesaggio.


Stendete il colore nei vari piani: il pennello deve essere ben intriso di acqua e colore, usando la tecnica di bagnato su asciutto, partendo dall’alto del dipinto. L’azzurro del cielo è più intenso nella parte alta, perché è quello più vicino e si mescola con le montagne verso l’orizzonte; potete lasciare dei tratti in bianco per simulare le nuvole.


Quando il colore è asciutto, con la tecnica della sovrapposizione, date un maggiore dettaglio e forza nei colori, nei piani più vicini.



Vi auguro un anno 2012 pieno di colori luminosi.
Buoni acquerelli a tutti.
Roberto





domenica 20 novembre 2011

Fai da te: colori veramente portatili

Vi suggerisco un'idea che ho personalmente provato e che permette di minimizzare al massimo l'occorrente da portare con se per dipingere.
Prendete un foglio di carta per acquerelli e colorate (vedere immagine) con matite acquerellabili, una dozzina di rettangoli con i pigmenti che preferite.


Sotto ogni rettangolo ho scritto i codici dei colori delle matite che ho utilizzato in modo da non sbagliarmi quando un pigmento è consumato.
Ora basta un po' di acqua e un pennello oppure, ancora meglio, un pennello con il serbatoio incorporato.


Attingendo il colore desiderato con il pennello ora potete dipingere!
Se proteggete i colori con un foglio di carta, potete piegare la vostra "tavolozza portatile" per averla sempre con voi, magari all'interno del portafoglio.

Buoni acquerelli!
Roberto



martedì 18 ottobre 2011

La tavolozza dei colori


Quando si acquista una confezione di acquerelli dobbiamo "accontentarci" della collezione di colori proposti. Con l'utilizzo e con la pratica si sente l'esigenza di sperimentare colori diversi per le nostre mescolanze. Di solito ogni autore di manuali suggerisce una propria tavolozza: sperimentare è sicuramente utile ma può diventare fatica sprecata se non si studiano le leggi che caratterizzano la Teoria del colore. Quando osservo un dipinto di un maestro impressionista dal vero, spesso rimango affascinato dai colori utilizzati e sbalordito dai pigmenti utilizzati per ottenere un preciso effetto di luce. 
Senza volermi nemmeno accostare ai grandi maestri, di seguito vi propongo alcuni suggerimenti tratti da un mio taccuino dove annoto le mie (qualche volta infruttuose) sperimentazioni.

Il blu cobalto può essere utilizzato per il cielo, da solo o mescolato. Se unito a terra di Siena bruciata, a seconda delle percentuali dell'uno e dell'altro, si ottiene una gamma di grigi caldi e freddi; questo pigmento è un marrone caldo legato alla terra, utile per molte applicazioni. Il blu oltremare essendo più vicino al rosso nello spettro, mescolato col rosso quinacridone otteniamo il violetto mentre se lo mescoliamo con il rosso inglese otteniamo un grigio scuro; quest'ultimo è inoltre utile per i mattoni o le tegole delle case. Per ottenere un bel verde brillante, che suggerisce una calda e soleggiata giornata estiva, mescolate del verde ftalo con molto giallo cadmio limone, mentre per creare foglie realistiche mescolatelo con terra di Siena bruciata. Anche il blu ftalo è adatto per dipingere il cielo e aggiungendo il grigio di Payne si ottiene un blu più scuro, per il riflesso del cielo tra le onde del mare o in un fiume. Quest'ultimo è utile come un pigmento scuro e se mescolato, ad esempio, con il verde va bene per le ombre degli alberi, dei boschi e del fogliame. Il rosso cadmio è un pigmento piuttosto luminoso, adatto ad esempio per far emergere i papaveri in un prato primaverile. 

Questa tavolozza, che permette una ottima varietà di combinazioni, è formata da soli 10 colori: non sono necessari molti pigmenti per ottenere ciò che vogliamo!

Buoni dipinti a tutti!
Roberto

lunedì 18 luglio 2011

Semplice esercizio con la tecnica della sovrapposizione

Con la tecnica della sovrapposizione vi propongo questo semplice dipinto. Come prima cosa, con una matita morbida (2B) copiate, non necessariamente in modo preciso il seguente disegno:


Mescolate del pigmento verde prato in un recipiente con acqua: la quantità di colore deve essere sufficiente per stendere quattro stati.


Nella prima stesura dovete colorare tutte le colline partendo dall'alto. Lasciate asciugare  e passate, con lo stesso pigmento alla seconda stesura partendo dalla penultima collina: non dovete passare il colore in corrispondenza della stradine. Nello stesso modo passate alla terza stesura e poi alla quarta.
Con un pigmento di un verde più scuro colorate gli alberi. Infine utilizzando la tecnica visualizzata nel post "Il cielo azzurro: bagnato su asciutto", dipingete il cielo; se volete potete lasciare qualche spazio bianco per simulare le nuvole.



L'effetto prospettico è dato dalle stradine che tendono a convergere nel punto di fuga ma anche e soprattutto dalla prospettiva aerea e cioè dal colore che sbiadisce per effetto dell'atmosfera interposta. Questo concetto sarà oggetto di un prossimo post.

Buon lavoro
Un saluto da Roberto 

Tecnica: La sovrapposizione

Sovrapponendo più strati di pittura dello stesso pigmento si otterrà effetti di maggiore intensità del colore.
Di seguito viene descritto il procedimento da adottare:

1 FASE

Dopo aver scelto un pigmento e mescolato, in un piccolo recipiente, con una dose sufficiente di acqua, si stenda il colore in modo uniforme (utilizzare la tecnica descritta nel post "Il cielo azzurro: bagnato su asciutto) e si dipinga una zona rettangolare. Lasciate asciugare (se avete premura utilizzate un piccolo phon).

2 FASE

Ripetere la procedura dipingendo, all'interno del primo, un secondo rettangolo con lo stesso pigmento precedentemente utilizzato e come nella fase 1 lasciare asciugare.

3 FASE


Stendete un terzo strato all'interno del secondo: nei punti in cui i colore è sovrapposto il pigmento acquisterà maggiore intensità.



La naturale trasparenza di ogni strato rivela quello sottostante ma per un effetto ottimale non bisognerebbe applicare più di due o tre strati perché l'acquerello perderebbe la sua naturale vivacità e luminosità.

Buon lavoro.
Un saluto da Roberto


lunedì 11 luglio 2011

Fai da te: costruire una penna di bambù

La penna di bambù ha origini molto antiche, infatti attorno al 500 a.C. i greci la adoperavano segnando il pennino con una scanalatura per renderlo più flessibile (proprio come nei modelli attuali).


La penna si può costruire con una canna di bambù da giardino: più giovane è, maggiore sarà la flessibilità. Scegliete il diametro della canna in base alla comodità della impugnatura. Come materiale occorrente per la sua costruzione, oltre alla canna, serve un seghetto, una morsa, un cutter, un taglierino e della cartavetro piuttosto sottile.

  1. Assicurate la canna ad una morsa e segate un pezzo lungo circa cm. 20
  2. Reggendo il bambù, con un cutter affilato create la forma del pennino, lungo circa mm. 20 e inclinato di 45°
  3. Dopo aver posizionato la penna su un supporto stabile, con una punta, foratela a circa mm. 14 dall'inizio del pennino, premendo delicatamente con movimento rotatorio; non è necessario forare il legno del tutto
  4. Incidete una piccola scanalatura partendo dalla cavità verso l'esterno; non è necessario che sia perfettamente dritta
  5. Tagliate la punta creando una curva morbida
  6. Riducete gradualmente i lati per formare la punta. Giratela e affilatela: più sottile è la punta maggiore sarà la flessibilità
  7. Se si vuole si può creare un pennino su entrambe le estremità, uno più piccolo dell'altro per avere due strumenti in mano.
ATTENZIONE
La canna è dura, perciò è bene fare attenzione: quando tagliate il movimento deve essere sempre rivolto all'esterno, mai verso di voi.


P.S.: Nel post "Tecniche per dipingere i fiori (2). Usare una punta" viene utilizzata la penna qui descritta.

Buon lavoro
Un saluto da Roberto