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giovedì 5 gennaio 2017

Corso acquerello: Paesaggio invernale

Il dipinto viene proposto per il corso avanzato e ha principalmente due finalità:
  • affrontare la tecnica bagnato su bagnato
  • comprendere come dare l'effetto della neve.




Il disegno preparatorio deve essere essenziale ed è molto semplice:




La tecnica "bagnato su bagnato per il cielo e il bosco in lontananza. 

Prima fase: con acqua pulita, si bagna con un pennello, in modo uniforme, tutta la parte sopra la linea che divide il disegno in due parti, escludendo la casetta. 

Seconda fase: si stende quindi il colore (blu oltremare e blu cobalto) partendo dall'alto con pennellate rapide e decise; scendendo il colore si deve schiarire per dare un maggiore effetto di profondità.

Terza fase: in prossimità della linea (la parte deve essere ancora umida) utilizzando verde sap, giallo cadmio e terra di Siena bruciata (i colori devono essere piuttosto diluiti) si danno dei tocchi di pennello: essendo il fondo umido, il colore si espande e i colori si mescolano tra loro creando effetti tonali.

Prima di procedere è necessario aspettare che la parte dipinta si asciughi perfettamente.

Con la punta del pennello o con uno più piccolo si procederà dipingendo la casetta, la parte del bosco più vicina, i rami degli alberi e i cespugli con colori un poco più saturi.

Infine per dare l'effetto della neve si lascerà il bianco del foglio aggiungendo con un colore molto diluito (blu oltremare o blu cobalto con qualche tocco di grigio di Payne) opportune pennellate per gli effetti di luce e ombra.

Buon lavoro.
Un caro saluto.
Roberto 

giovedì 10 novembre 2016

Corso Acquerello: prospettiva aerea ed esercizio sulla tecnica della sovrapposizione (velatura)


Il paesaggio è una delle manifestazioni più alte e caratterizzanti del modo di vedere e di accostarsi alla natura. Il primo Maestro del passato che ci dice come dipingere il paesaggio è Cennino Cennini che nel suo scritto “Colorire una montagna” ci dice: "Digrada i colori… e quando hai da fare le montagne, che paiano più lungi, più fa’ scuri i tuo’ colori; e quando le fai dimostrare più appresso, fa’ i colori più chiari". In quel scurire gli oggetti lontani, Cennini vuol indicare la necessità di smorzare i toni: questo è il primo tentativo di prospettiva aerea, cioè di rappresentare la profondità attraverso il colore. Ma il primo vero teorico ed artista della rappresentazione del paesaggio fu Leonardo da Vinci che nel suo Trattato al capitolo CXXXIV parla “Della diminuzione de’ colori in lunga distanza”.

Queste sono le regole che i Maestri ci hanno insegnato e che J. M. Parramón, nel suo libro “Saper dipingere” (Hoepli editore) sintetizza così:

  • Marcato contrasto del primo piano in relazione ai secondi piani.
  • Decolorazione e tendenza all’azzurro tanto maggiore quanto più distanti sono i piani.
  • Marcata nitidezza del primo piano in relazione ai secondi piani.

Vi propongo un esercizio ad acquerello dove potete mettere in pratica la teoria della Prospettiva aerea sopra descritta con la tecnica della sovrapposizione

Eseguite il disegno preparatorio a matita leggera come nell'immagine qui sotto riprodotta.



Preparate una miscela di acqua e verde (sap green) sufficiente per tutto il lavoro e stendete la prima stesura, partendo dalle colline più lontane fino ad arrivare alle zone più vicine, in fondo al foglio (potete dipingere anche sopra gli alberi e le stradine). Aspettate che si asciughi bene. Stendete quindi la seconda stesura sovrapponendola alla prima, tralasciando le colline più lontane (in questa fase evitate di dipingere sopra gli alberi e le stradine).
Aspettate quindi che tutto sia asciutto prima di continuare con la terza stesura, tralasciando la seconda collina più lontana. Procedete quindi come sopra descritto per la quarta stesura.
Quando il colore è asciutto, con la tecnica della sovrapposizione, date un maggiore dettaglio e forza nei colori, nei piani più vicini.

Un caro saluto.
Roberto

domenica 17 gennaio 2016

Esercizio "Corso base" di acquerello: Case umbre

Il corso di acquerello che ho organizzato a Genova (vedere post precedente) è arrivato a metà strada. Ho pensato di pubblicare la copia dell'esercizio che ho intenzione di proporre ai miei allievi: un gruppo di casolari di campagna in un ambiente caratteristico della bella Umbria.




Casolari in Umbria


Oltre al mio dipinto, fornisco lo schizzo a matita del disegno preparatorio, come spesso faccio nel mio Manuale. Ritengo che, almeno nella fase iniziale dei corsi base, sia importante avere una traccia sufficientemente precisa per potersi concentrare sulla stesura del colore.

Chi volesse provare l'esercizio, può madarmi, via e-mail, il lavoro eseguito: sono a vostra disposizione per eventuali consigli. 
Per conoscere il mio indirizzo, vedere la pagina "Contatti"

Un caro saluto
Roberto

mercoledì 27 febbraio 2013

Acquerello monocromo


L’acquerello monocromo rappresenta l’anticamera dell’acquerello policromatico: per poter giungere a dominare questa tecnica pittorica  è consigliabile esercitarsi utilizzando un solo pigmento.
L’acquerello monocromo è quindi un procedimento che esercita lo studioso a dipingere attraverso un attento studio dei toni, che vengono ottenuti grazie a procedimenti tipici della tecnica dell’acquerello: la trasparenza del pigmento (diluendo con più o meno acqua) per ottenere toni più chiari o più scuri con l’aiuto del bianco della carta e l’uso delle velature, cioè l’applicazione di uno strato di colore trasparente sopra un altro, che nel frattempo si è asciugato, per ottenere il tono cercato.
Il tono, o valore cromatico, descrive il rapporto tra le diverse parti di un oggetto in termini di chiaro scuro. In natura esistono infinite variazioni di luce e ombre: compito dell’artista è quello di semplificarle attraverso un serie di passaggi tonali. Questo esercizio permetterà inoltre, quando si passerà all’utilizzo dei colori, a realizzare dipinti più realistici e cromaticamente più equilibrati ed armonici.
Generalmente il colore usato per dipingere l’acquerello monocromatico è il nero, ma si possono utilizzare altri pigmenti come l’azzurro scuro, la terra di Siena, … Normalmente il ritocco o la correzione con pittura bianca coprente non è corretta: i bianchi si ottengono mediante spazi lasciati di proposito senza colore.



In questo esercizio ho utilizzato il Grigio di Payne

Un caro saluto
Roberto

lunedì 2 gennaio 2012

Il paesaggio: la prospettiva aerea


Il paesaggio è una delle manifestazioni più alte e caratterizzanti del modo di vedere e di accostarsi alla natura. Il primo Maestro del passato che ci dice come dipingere il paesaggio è Cennino Cennini che nel suo scritto “Colorire una montagna” ci dice: << Digrada i colori… e quando hai da fare le montagne, che paiano più lungi, più fa’ scuri i tuo’ colori; e quando le fai dimostrare più appresso, fa’ i colori più chiari >>. In quel scurire gli oggetti lontani, Cennini vuol indicare la necessità di smorzare i toni: questo è il primo tentativo di prospettiva aerea, cioè di rappresentare la profondità attraverso il colore. Ma il primo vero teorico ed artista della rappresentazione del paesaggio fu Leonardo da Vinci che nel suo Trattato che al capo CXXXIV parla “Della diminuzione de’ colori in lunga distanza”.

Queste sono le regole che i Maestri ci hanno insegnato e che J. M. Parramón, nel suo libro “Saper dipingere” (Hoepli editore) sintetizza così:
  1. Marcato contrasto del primo piano in relazione ai secondi piani.
  2. Decolorazione e tendenza all’azzurro tanto maggiore quanto più distanti sono i piani.
  3. Marcata nitidezza del primo piano in relazione ai secondi piani.
Vi propongo un esercizio ad acquerello dove potete mettere in pratica la teoria della Prospettiva aerea sopra descritta.

Con la matita eseguite questo semplice disegno tratto dal mio Manuale: con tratto leggero disegnate i vari piani di questo paesaggio.


Stendete il colore nei vari piani: il pennello deve essere ben intriso di acqua e colore, usando la tecnica di bagnato su asciutto, partendo dall’alto del dipinto. L’azzurro del cielo è più intenso nella parte alta, perché è quello più vicino e si mescola con le montagne verso l’orizzonte; potete lasciare dei tratti in bianco per simulare le nuvole.


Quando il colore è asciutto, con la tecnica della sovrapposizione, date un maggiore dettaglio e forza nei colori, nei piani più vicini.



Vi auguro un anno 2012 pieno di colori luminosi.
Buoni acquerelli a tutti.
Roberto





lunedì 18 luglio 2011

Semplice esercizio con la tecnica della sovrapposizione

Con la tecnica della sovrapposizione vi propongo questo semplice dipinto. Come prima cosa, con una matita morbida (2B) copiate, non necessariamente in modo preciso il seguente disegno:


Mescolate del pigmento verde prato in un recipiente con acqua: la quantità di colore deve essere sufficiente per stendere quattro stati.


Nella prima stesura dovete colorare tutte le colline partendo dall'alto. Lasciate asciugare  e passate, con lo stesso pigmento alla seconda stesura partendo dalla penultima collina: non dovete passare il colore in corrispondenza della stradine. Nello stesso modo passate alla terza stesura e poi alla quarta.
Con un pigmento di un verde più scuro colorate gli alberi. Infine utilizzando la tecnica visualizzata nel post "Il cielo azzurro: bagnato su asciutto", dipingete il cielo; se volete potete lasciare qualche spazio bianco per simulare le nuvole.



L'effetto prospettico è dato dalle stradine che tendono a convergere nel punto di fuga ma anche e soprattutto dalla prospettiva aerea e cioè dal colore che sbiadisce per effetto dell'atmosfera interposta. Questo concetto sarà oggetto di un prossimo post.

Buon lavoro
Un saluto da Roberto